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50 anni e più

Al giorno d'oggi la disoccupazione può colpire chiunque, anche i lavoratori qualificati, dotati di esperienza, affidabili e degni di fiducia. La perdita del proprio impiego è spesso legata a una grande paura di perdere il contatto con il mondo del lavoro e di sentirsi inutili.

Sfruttare i propri punti forti

Ogni persona ha dei punti forti che possono tornargli utili nel mondo del lavoro ed è per questo che è essenziale esserne consapevoli. I datori di lavoro infatti assumono una persona in funzione delle sue competenze e non delle sue lacune. Chi conosce i propri punti forti, i propri difetti e le eventuali prospettive professionali, potrà trarre il massimo dalla ricerca di lavoro. Le persone disoccupate tendono a isolarsi socialmente e a nascondere la perdita del proprio impiego. Eppure, non c'è nulla di cui vergognarsi nell'essere disoccupato! Bisognerebbe cercare di parlarne e chiedere ai propri conoscenti e agli uffici competenti l'aiuto necessario. Gli amici e i conoscenti sono spesso le persone più adatte per aiutare una persona disoccupata a trovare lavoro.

L'esperienza insegna che molte volte vale la pena riallacciare vecchi contatti. Non si dimentichi che, grazie alla lunga carriera lavorativa, lei può vantare esperienza, contatti, affidabilità, competenze sociali e quant'altro, tutti elementi estremamente importanti per i datori di lavoro. Sia dunque consapevole dei suoi punti forti e sappia metterli a frutto.

Disponibilità ad apprendere

Si constata che le imprese hanno in parte cambiato il loro modo di vedere le cose. Esse si rendono sempre più conto che le persone più avanti negli anni non sono necessariamente meno efficienti dei giovani lavoratori. Inoltre, l'impresa approfitta delle conoscenze, del know-how e dell'esperienza che i lavoratori hanno acquisito negli anni. Anche se apprendono forse meno rapidamente dei giovani colleghi, questo ostacolo è facilmente compensato dalle qualifiche summenzionate. Non vi è quindi alcun motivo di isolarsi. Approfitti delle possibilità di perfezionamento che le si presentano: i progressi tecnologici richiedono infatti un aggiornamento continuo delle proprie conoscenze. Se si trova in una situazione difficile, colga le nuove sfide che le si presentano e sfrutti l'occasione di un nuovo inizio. Le persone di una certa età hanno un altro modo di imparare, ma in realtà la loro facoltà di apprendimento è identica a quella dei lavoratori più giovani. Importante è capire e adeguarsi al modo in cui le persone in età matura imparano: le nuove conoscenze vengono immagazzinate più lentamente e il passaggio dalla memoria a breve alla memoria a lungo termine è più difficile, ma una volta memorizzata l'informazione, non vi è più alcuna differenza rispetto ai giovani. Non permetta dunque che vengano messe in dubbio la sua capacità di apprendere, la necessità e la volontà di approfondire le sue conoscenze. Più importante dell'età, è la costante disponibilità a imparare nuove cose.

Sostegno

Gli URC propongono programmi mirati per aiutarla a reinserirsi nel mondo del lavoro: si tratta dei cosiddetti provvedimenti inerenti al mercato del lavoro (PML). Esistono ad esempio degli assegni per il periodo d'introduzione, grazie ai quali al datore di lavoro è restituita una parte del salario da lei percepito. Il reinserimento nel mercato del lavoro è più facile per le persone che continuano a farvi parte; ciò vale per tutte le persone in cerca d'impiego, ma in particolar modo per i lavoratori in età più matura. Continuando anche durante la disoccupazione a svolgere occupazioni temporanee, ci si fa conoscere da vari datori di lavoro: una faccia conosciuta è una miglior carta da visita rispetto a una semplice data di nascita e garantisce quindi migliori prospettive.

Chieda all'ufficio regionale di collocamento (URC) della sua regione informazioni in merito all'offerta di provvedimenti inerenti al mercato del lavoro e non esiti ad approfittare delle possibilità di perfezionamento a sua disposizione.